Obbligo RC Professionale il 13 agosto 2013?

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Obbligo RC Professionale il 13 agosto 2013?

In attuazione della Legge di conversione nr.148/2011 del D.L. 13 gosto 2011 nr.138, dal 13 agosto 2013 è entrato in vigore l’obbligo della stipula di una polizza di RC Professionale.

In particolare l’art.3, comma 5, lettera e, del D.L. 138/11, sancisce che “a tutela del Cliente il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale”.

Quindi il professionista è obbligato a stipulare una polizza che debba tenere indenni i terzi per le perdite patrimoniali involontariamente cagionate nell’esercizio della professione, a seguito di violazione dei doveri professionali, errori ed omissioni per colpa e colpa grave (ovviamente resta ecluso il dolo).

Per chi vige tale obbligo?

Per tutti gli iscitti ai vari Ordini Professionali che esercitano l’attività libero professionale. Alcuni pareri interpretano fra le righe della Legge la necessità che il professionista operi “in modo effettivo”. Pertanto secondo questa chiave di lettura chiunque, anche occasionalmente, presti la propria opera professionale in forma autonoma è soggetto all’obbligo. Sono esclusi, quindi, coloro i quali sono: dipendenti di Studi professionali, dipendenti di Enti Pubblici e Pubbliche Amministrazioni in generale (i quali peraltro rispondono di RC Patrimoniale e non di RC Professionale).

Per gli esercenti le professioni sanitarie vi è stato un emendamento del Governo al c.d. “Decreto del Fare”, che ha fatto slittare l’obbligo al 2014.

Gli avvocati, invece, seguono la scia dell’obbligo di stipula della polizza di RC Professionale, ma non in forza della Legge in precedenza citata, bensì della c.d. riforma forense, Legge 247/2102 sui dettami del Ministero della Giustizia (che ad oggi non si è ancora espresso).

Vanno comunicati al Cliente gli estremi della polizza professionale?

Il Decreto Legge 24 gennaio 2012 nr.1, all’art. 9, comma 3, ha sancito inoltre che “Il professionista deve …omissis… dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico …omissis… indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, il relativo massimale ed ogni variazione successiva”.

Esistono delle sanzioni a carico di chi non adempie all’obbligo?

Saranno gli Ordini Professionali a stabilire i profili sanzionatori e le modalità di controllo per i propri iscritti inadempienti.

DI SEGUITO RIPORTIAMO NOTIZIE DI STAMPA, E NOSTRE MODESTE CONSIDERAZIONI, CHE HANNO ANTICIPATO L’ENTRATA IN VIGORE DELL’OBBLIGO DELLA RC PROFESSIONALE (mentre le risultanze definitive sono riportate sopra)

ARTICOLO DEL 19/07/2013
(di Filippo Moschetti)

Il solito teatrino all’italiana che da tre anni a questa parte vede prima la perentoria imposizione dell’obbligo di stipula di una polizza di RC Professionale per tutti gli iscritti agli Ordini professionali, salvo poi procastinarla all’ultimo istante, anche quest’anno ha avuto il solito epilogo: si farà ma a far data dal 15 agosto 2014, forse…

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Il Governo è alle prese con problematiche annose e pressanti come l’acquisto degli F35, lo spinoso caso Kyenge Vs Calderoli, o con l’espusione Shalabayeva, mentre invece i problemi veri dell’italia irrisolti la stanno facendo andare alla deriva… Malgrado ciò in data 16 luglio ha trovato anche il tempo di presentare un emendamento al Decreto legge “Fare” (Dl 69/2013), per assecondare le pressanti richieste degli Ordini Professionali (TUTTI o quasi all’unisono), per prorogare il fatidico termine di un anno. La proroga diventerà ufficiale solo con la conversione in legge che avverrà presumibilmente il 18 luglio pv.
Il citato decreto ha lasciato da fare “i compiti a casa” alle Compagnie di Assicurazione affinchè si preparino alla fatidica data del 2014.

Art. 5-bis.

(Contenimento degli oneri ai cittadini derivanti dall’assicurazione obbligatoria dei professionisti)
1. Al fine di evitare maggiori oneri all’utenza, il termine per la stipula delle assicurazioni obbligatorie dei professionisti, previsto dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, è prorogato al 15 agosto 2014.
2. Le convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti previste dal medesimo articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 2012 devono tenere conto dei seguenti criteri:
a) obbligo delle compagnie ad assicurare il professionista richiedente;
b) possibilità per le Compagnie di disdettare la polizza o di incrementare il premio solo a seguito dell’accertamento effettivo della responsabilità professionale;
c) divieto di applicazione di clausole unilaterali o vessatorie;
d) competenza specifica dei periti assicurativi chiamati a valutare la responsabilità del professionista;
e) adeguata valutazione delle specifiche caratteristiche di ciascuna professione.

OBBLIGO A CONTRARRE
Quando il 24 dicembre 1969 fu sancito l’OBBLIGO per i cittadini alla stipula di un contratto sulla RC AUTO, contestualmente il legislatore stabilì il vicendevole OBBLIGO per le Compagnie a stipulare il contratto di assicurazione (non prevedendo che nel tempo avrebbero imparato a disattenderlo abbandonando alcune “zone calde” del territorio italiano).
Finalmente si sente parlare di “obbligo delle compagnie ad assicurare il professionista richiedente”. Perchè? Il mercato della RC Professionale fa gola a molti, ma non in tutti i casi…
Ci sono attività professionali, come ad esempio quelle dei medici (soprattutto, ma non solo, con specializzazioni ad alto rischio), che sono vessati da una miriade di richieste di risarcimento (a fronte delle quali sono pochissime le liquidazioni effettive). Questo accade poichè in Italia ci sono norme e regolamenti preistorici che non tutelano tanto i medici, consentendogli di lavorare con più serenità e con meno costi per la collettività (derivanti dalla medicina difensiva), tanto le Compagnie di Assicurazione. Ognuna di quelle richieste di risarcimento per le Compagnie di Assicurazione comporta una riserva (ovvero deve rendere indisponibile la somma relativa alla liquidazione del sinistro eventuale). Quindi anche se dopo un certo numero di anni il sinistro viene considerato “senza seguito”, quindi chiuso, la Compagnia ha patito comunque un danno avendo l’indisponibilità di una somma di denaro (spesso sui sinistri mortali le somme sono anche importanti).
Come si difendono le Compagnie dal rischio di assicurare i medici? Non li assicurano, ovvero li assicurano con prodotti pieni di buchi tanto da far impallidire un formaggio groviera. Oppure li assicurano a costi stellari, improponibili, violenti. Cosa comporterà l’obbligo a contrarre? Che le Compagnie, se non cambia il sistema normativo che sottende la materia, continueranno a trovare strade più o meno lecite per disattendere l’obbligo a stipulare polizze non gradite. Ci troveremo innanzi a premi astronomici per assicurare un ginecologo libero professionista in presenza di un sinistro (anche in assenza di condanna), il quale sarà dall’altra parte OBBLIGATO a pagare o ad incorrere in sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine (e chissà cos’altro).

DISDETTA DELLA POLIZZA
Il Legislatore stabilisce la possibilità per le Compagnie di disdettare la polizza o di incrementare il premio solo a seguito dell’accertamento effettivo della responsabilità professionale. Potrebbe essere una rivoluzione copernicana se fosse seguita da altri provvedimenti nella stessa direzione, ma così come stanno le cose non è affatto sufficiente. Resta fermo il fatto che le Compagnie, come scritto sopra, riservano delle somme per ogni sinistro aperto. Quindi se il Cliente rimane non gradito a seguito di sinistri che generano riserve, il Cliente sarà penalizzato con il testo di polizza o con altri strumenti di dissuasione più o meno occultati nel contratto.

CLAUSOLE UNILATERALI O VESSATORIE
L’eliminazione di clausole unilaterali o vessatorie dovrebbe in realtà essere prevista su tutti i contratti assicurativi, non solo su quelli di RC Professionale. Ma assieme a questa misura bisognerebbe prevedere, a mio avviso, un testo per la RC Professionale di “all risks”, di ampio utilizzo nel mercato anglosassone. Qual’è la differenza rispetto ad una polizza classica a rischi nominati? Chi abbia stipulato una polizza a rischi nominati deve fare un’attenta valutazione per verificare se il bene o l’interesse che si vuole tutelare risulti coperto contro tutta una serie di rischi che la polizza stessa deve non solo elencare ma anche regolamentare. Nel caso delle polizze All Risks si elencano invece solo i rischi che non vengono assunti, così che l’assicuratore si impegna a coprire qualsiasi rischio che non sia stato esplicitamente escluso dalla polizza. Questa sarebbe una vera rivoluzione.

PERITI
La competenza specifica dei periti assicurativi chiamati a valutare la responsabilità del professionista è assolutamente auspicabile. Sarebbe il massimo se anche che la materia di RC Professionale fosse trattata in giudizio da Giudici specializzati (come è successo anni fa con la costituzione dei pool di tributaristi), CTU con competenze specifiche, ecc.

ADEGUATA VALUTAZIONE DELLE SPECIFICHE CARATTERISTICHE DI CIASCUNA PROFESSIONE
Credo che già oggi sia fatta una attenta ed adeguata valutazione delle specificità di ciascuna attività professionale. Sicuramente vi sono dei prodotti offerti dal mercato probabilmente migliorabili. Ma credo sia nell’interesse dell’Assicuratore rendere il prodotto massimamente appetibile. Quello che invece non è mai nell’interesse dell’assicuratore è rendere il testo di polizza chiaro e facilmente interpretabile anche da chi non sia giurista o intermediario assicurativo.

CONCLUSIONE
L’auspicio è che il decreto serva a prendere tempo, ma che esso sia ben speso nella ricerca delle migliori soluzioni che portino un reale beneficio sia per i professionisti sia per i cittadini che da essi si sentono danneggiati e si auspicherebbero che in caso di sinistro ci sia una polizza (valida e ben scritta) che li tuteli. Non ancora un altro obolo inutile da pagare allo Stato, sotto forma di Imposte, o di benefici per chi dello Stato fa parte ma ha interessi diretti nelle Compagnie di Assicurazione italiane.

AGGIORNAMENTO DEL 19/07/2013

RC Professionale: sarà obbligatoria dal 15 agosto 2014 per tutti i liberi professionisti iscritti ad un ordine professionale.

AGGIORNAMENTO DEL 22/07/2013
(tratto da www.ediltecno.it)

Conversione Decreto del Fare: emendamenti e novità su Edilizia, Ambiente e Appalti

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Entra nelle battute finali il lungo iter di conversione in legge del Decreto del Fare con la discussione alla Camera del testo definitivo che propone diverse e significative novità rispetto alla versione licenziata dal Governo e pubblicata in Gazzetta Ufficiale come decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013.
Sono decine gli emendamenti che dovranno passare al vaglio dell’Aula (scarica il testo integrale con tutti gli emendamenti al Decreto del Fare).
Tra le novità più significative per i professionisti tecnici salta all’occhio la proroga di un anno all’obbligo di stipula dell’assicurazione professionale, prevista dalla riforma delle professioni. Dopo un “tira e molla” estenuante, l’emendamento che inseriva nel Decreto del Fare lo slittamento al 15 agosto 2014 non è stato inserito tra quelli ammessi alla discussione.
Insomma, a meno che la proroga non venga inserita nel primo provvedimento utile extra Decreto del Fare prima del 15 agosto, tutti i professionisti tecnici iscritti a un albo saranno tenuti ad avere una assicurazione RC professionale, i cui estremi andranno presentati al cliente all’atto del conferimento dell’incarico (leggi Assicurazione Professionale, salta all’ultimo la proroga al 2014.
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AGGIORNAMENTO DEL 24/07/2013

RC Professionale: sarà obbligatoria dal 15 agosto 2013 per tutti i liberi professionisti iscritti ad uno degli ordini professionali ad ecceazione dell’ordine dei medici per i quali l’adempimento è stato procrastinato al 2014.

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Suggeriamo l’acquisto del sole 24 ore di oggi, 24/7/2013 che approfondisce il tema nel supplemento FISCO – LAVORO – EDILIZIA – SANITA’, “La responsabilità dei professionisti”.

AGGIORNAMENTO DEL 26/07/2013
(tratto da www.ediltecno.it di Rossella Calabrese)

Assicurazione professionale, nuovo spiraglio per la proroga
La Camera chiede al Governo di spostare l’obbligo al 15 agosto 2014 per tutti i professionisti

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Si riapre la partita per l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione per i professionisti.
Ieri in Aula alla Camera è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l’opportunità di estendere anche alle altre categorie professionali la proroga per la stipula di un’assicurazione obbligatoria, ora concessa soltanto alle professioni sanitarie.
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AGGIORNAMENTO DEL 05/08/2013
(di Fabio Sgroi)

Il punto sull’obbligo della RC Professionale per i professionisti

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Il prossimo 15 agosto scatta l’obbligo di sottoscrivere una polizza di responsabilità civile per tutti i professionisti iscritti a un albo, che copre i danni causati nello svolgimento dell’attività. Questa scadenza non vale per gli avvocati e, in base al Dl Fare, per i medici (anche se si attende l’ok definitivo).
L’obbligo, che è stato previsto dal decreto legge 138 del 2011, doveva scattare giusto un anno fa ma poi, dopo varie sollecitazioni degli Albi e dei vari Ordini, è slittato ad agosto 2013 dal Dpr di riforma delle professioni (137 del 2012).
Per quanto riguarda gli avvocati, la riforma forense (legge 247 del 2012) ha stabilito che l’obbligo di sottoscrizione di una polizza Rc è subordinata alle condizioni che il Ministero della Giustizia deve ancora definire. Da qui lo slittamento.

AGGIORNAMENTO DEL 05/08/2013
(Autore: Valentina Maglione – Il Sole 24 Ore)

Professionisti, corsa alla polizza

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È partito il conto alla rovescia per i professionisti alla ricerca della polizza migliore. Diventa infatti operativo fra dieci giorni, il 15 agosto, l’obbligo per gli iscritti agli Albi di assicurarsi contro i danni provocati ai clienti nell’esercizio dell’attività professionale.
Diventa infatti operativo fra dieci giorni, il 15 agosto, l’obbligo per gli iscritti agli Albi di assicurarsi contro i danni provocati ai clienti nell’esercizio dell’attività professionale.
E se il mercato delle assicurazioni mette a disposizione una serie di prodotti mirati, per ogni professionista può essere complesso orientarsi tra garanzie, massimali e prezzi per individuare la polizza più adatta alle proprie esigenze.

I professionisti coinvolti
Previsto dal decreto legge 138 del 2011 e atteso al debutto nell’agosto dello scorso anno, l’obbligo di sottoscrivere una polizza professionale è già stato dilazionato di un anno dal Dpr di riforma delle professioni (137 del 2012). E un nuovo rinvio, di un altro anno, sta per essere varato a favore dei professionisti della sanità: è stato inserito dalla Camera nel decreto del fare (69 del 2013), ora all’esame del Senato per la conversione in legge. Una proroga motivata dall’esigenza di attendere il regolamento, previsto dal Dl 158/2012, incaricato di disciplinare in modo organico proprio le polizze per i sanitari.
Saltano l’appuntamento di Ferragosto anche gli avvocati, che si muovono lungo la corsia tracciata dalla riforma forense (legge 247 del 2012): che prevede l’obbligo di stipulare le polizze professionali ma in base alle condizioni che il ministero della Giustizia deve ancora stabilire.
Medici e avvocati a parte, a doversi assicurare entro il 15 agosto è tutto l’universo dei professionisti iscritti agli Ordini: dai commercialisti ai consulenti del lavoro, dagli ingegneri e gli architetti ai periti industriali e ai biologi. Si tratta di un obbligo introdotto a tutela dei clienti, che, al momento dell’incarico, devono essere informati sugli estremi delle polizze e i massimali.
Resta invece solo una possibilità la copertura assicurativa per tutti i professionisti non iscritti agli Albi, dai tributaristi ai consulenti.

L’offerta del mercato
Le compagnie di assicurazione hanno lanciato polizze ad hoc per alcune categorie, come commercialisti e ingegneri. Mentre per gli altri professionisti, per i quali non sono stati studiati prodotti mirati, resta la possibilità di affidarsi a strumenti generici modulati sulle loro esigenze. In questo quadro si innestano le convenzioni che molti Ordini hanno stipulato con le assicurazioni per offrire una polizza ai loro iscritti: in genere molto convenienti, offrono una copertura di base, che però non sempre può essere sufficiente per i professionisti impegnati su molti fronti.
A censire l’offerta del mercato è l’indagine condotta nei mesi scorsi dal progetto Iridia, sostenuto dalle associazioni dei broker (Aiba) e degli agenti (Uea). In particolare, i ricercatori hanno analizzato 22 prodotti, nel carnet di dieci compagnie. E in primo luogo hanno distinto tra le polizze offerte dalle compagnie nazionali e anglosassoni, a cui corrisponde un diverso disegno delle coperture. Infatti, i prodotti di matrice anglosassone sono “all inclusive“, a massimale unico e con garanzie poco modulabili. Le polizze italiane sono invece più analitiche e complesse: il massimale è sempre affiancato da limiti specifici e le garanzie possono essere strutturate per tenere conto delle diverse attività del singolo professionista. Si tratta di due modelli che presentano pro e contro, secondo l’indagine: ogni professionista deve valutare in base alle sue esigenze quale sia il migliore per sé.

Il peso del prezzo
Tra gli elementi da valutare per scegliere la polizza giusta c’è naturalmente anche il prezzo. Che però non può essere l’unico criterio, come spesso invece accade. Dall’indagine emerge infatti che di rado le differenze di prezzo corrispondono a differenti ampiezze delle coperture. Piuttosto che ai contenuti, infatti, i prezzi sono correlati alle politiche delle imprese e al target di riferimento. Spazio, quindi, alla comparazione tra i prodotti, da valutare, poi, anche alla luce dei costi.

AGGIORNAMENTO DEL 05/08/2013
(da Giuseppe Latour e Serena Riselli – Il Sole 24 Ore)

Rc professionale: Le categorie rinviano a settembre controlli e sanzioni

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Deontologia da rivedere

Debutto senza sanzioni per le polizze professionali. Infatti, in base al Dpr di riforma delle professioni (137/2012), chi viola l’obbligo di assicurarsi per i danni provocati ai clienti commette un illecito disciplinare. Ma se il vincolo di stipulare una polizza scatta fra dieci giorni, i controlli degli Ordini sugli iscritti non partiranno prima di settembre.
Con qualche eccezione. Ad esempio, il Consiglio nazionale dei periti industriali sta già effettuando le verifiche a campione in collaborazione con i collegi provinciali. Mentre i biologi rimandano i controlli a gennaio del prossimo anno.
Ma in generale i Consigli nazionali non nascondono che controllare gli iscritti è, nei fatti, un’operazione molto complessa e costosa e la maggior parte si è orientata a lasciare la palla nelle mani delle strutture territoriali.
In molti casi, tra l’altro, i Consigli nazionali devono ancora adeguare i codici deontologici per includere il nuovo obbligo di assicurazione e la sanzione. Se gli agronomi hanno già recepito la novità nel loro Codice, il Consiglio nazionale dei biologi, ad esempio, si metterà al lavoro al rientro dal periodo di ferie, con l’obiettivo di integrare le nuove norme entro 30 giorni. Per tutti, comunque, saranno valide le sanzioni consuete: avvertimento, censura, sospensione e radiazione, a seconda della gravità del fatto.
Perché il nuovo obbligo di assicurarsi sia davvero operativo, i Consigli nazionali devono anche decidere la sua esatta estensione. E molte categorie sono orientate a limitare il vincolo di polizza ai soli liberi professionisti, tagliando fuori i lavoratori dipendenti. Una questione che ingegneri e agrotecnici hanno affrontato con circolari ad hoc. Secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri, devono assicurarsi soltanto i liberi professionisti e chi, anche in maniera sporadica, fattura per una prestazione. I dipendenti sono esclusi, sempre che non facciano lavori a titolo autonomo. Situazione simile per gli agrotecnici: sono esclusi dall’obbligo assicurativo i dipendenti pubblici, i dipendenti privati che svolgano «atti tipici della professione a solo uso interno e non li sottoscrivano con il sigillo professionale», gli iscritti che forniscano prestazioni professionali in forma gratuita per conto di Onlus (ma in numero ridotto) e quelli che abbiano svolto un’unica prestazione nell’anno. Obbligo limitato a chi svolge lavoro autonomo anche per gli architetti, gli agronomi, i periti industriali e i consulenti del lavoro.
Ma non tutti i Consigli nazionali dei professionisri concordano. Secondo i geometri, gli assistenti sociali e i periti agrari, ad esempio, devono sottoscrivere una polizza professionale tutti coloro che svolgono la professione, anche se da dipendenti. La discriminante è l’utilizzo delle competenze legate ai diversi Ordini professionali, che non sono necessariamente connesse all’attività del libero professionista.

AGGIORNAMENTO DEL 05/08/2013

Quindi, ricapitolando, ad oggi:

RC Professionale: Sarà obbligatoria dal 15 agosto 2013 per tutti i liberi professionisti iscritti ad uno degli ordini professionali, ad eccezione dell’ordine dei Medici e degli Avvocati per i quali l’adempimento è stato procrastinato al 2014. Chi viola le prescrizioni sancite dalla legge commette un illecito disciplinare, ma i vari ordini professionali rimandano a Settembre controlli e sanzioni.

 

By | 2017-04-09T11:02:19+00:00 luglio 19th, 2013|RC Professionale|0 Commenti

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