FAQ 2017-04-14T19:35:39+00:00

IMPORTANTE: le informazioni nella presente pagina riportate sono meramente esemplificative e non esaustive. Non sostituiscono e/o non integrano le condizioni contrattuali (in caso di discordanza prevalgono sempre e comunque le condizioni contrattuali). Per le garanzie e le delimitazioni di rischio si rinvia al FASCICOLO INFORMATIVO contenente oltre alla Nota precontrattuale anche le Condizioni di Polizza. Prima di stipulare un contratto è necessario e suggerito leggere tutto il materiale precontrattuale e contrattuale fornito.

Cos’è la clausola “continuos” cover? 2014-09-16T18:39:12+00:00

La clausola di “continuos cover” obbliga – detta in breve – gli assicuratori ad indennizzare le richieste di risarcimento derivanti da circostanze “note” precedentemente alla decorrenza della polizza e non denunciate purchè vi sia continuità assicurativa con il medesimo assicuratore.

Cos’è la clausola “deaming clause”? 2014-09-12T16:54:48+00:00

La c.d. “deeming clause” è quella clausola che, detto in breve, consente all’assicurato di poter denunciare durante il periodo di copertura di polizza qualsiasi circostanza che possa ragionevolmente dare origine ad una richiesta di risarcimento nei confronti dell’assicurato stesso.

Questa condizione offre una valido strumento di tutela per l’assicurato che abbia stipulato un contratto senza soluzione di continuità fra una annualità assicurativa e l’altra.

 

Cosa sono franchigia e scoperto? 2014-09-12T16:45:00+00:00

FRANCHIGIA: è un importo espresso in cifra fissa  o percentuale della somma assicurata, che rimane in capo all’Assicurato in caso di sinistro.

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ESEMPIO DI FRANCHIGIA (1):

  • Danno: 5.000,00 euro;

  • Franchigia: 250,00 euro;

  • Risarcimento sinistro: 4.750,00 euro.

ESEMPIO DI FRANCHIGIA (2):

  • Danno: 450,00 euro;

  • Franchigia: 500,00 euro;

  • Risarcimento sinistro: nessuno poichè la franchigia è superiore all’indennizzo.

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SCOPERTO (minimo e massimo): è quella parte del danno che resta a carico dell’assicurato in caso di sinistro. Può essere espresso in importo fisso (minimo o massimo scoperto) o in percentuale sull’entità del danno. È quindi un importo che si può conoscere solo dopo la quantificazione dell’evento dannoso, a differenza della franchigia, la cui entità è nota anche prima del verificarsi del danno. In considerazione del fatto che il valore assoluto dello scoperto potrebbe raggiungere livelli molto importanti è consuetudine da parte delle Compagnie di porre un limite massimo.

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ESEMPIO DI SCOPERTO (1):

  • Danno: 10.000,00 euro

  • Scoperto: 10% con il Minimo di 500,00 euro ed il Massimo di 10.000,00 euro

  • Risarcimento sinistro: 10.000,00 – 10%= 9.000,00 (rimane a carico del Cliente lo scoperto di 1.000,00 euro)

ESEMPIO DI SCOPERTO (2):

  • Danno: 1.100,00 euro

  • Scoperto: 10% con il Minimo di 500,00 euro ed il Massimo di 10.000,00 euro

  • Risarcimento sinistro (per cercare di fornire maggiore aiuto nella comprensione forniamo un calcolo errato ed uno corretto):

  • 1.100,00 – 10%=  990,00 → calcolo errato, poichè lo scoperto del 10% è pari a 110,00 euro quindi inferiore al minimo di 500,00 euro

  • 1.100,00 – 500,00 (scoperto Minimo) = 600,00 → calcolo corretto! Viene rimborsata al danneggiato la somma di 600,00 euro e rimane in capo al Cliente la somma di 500,00 euro.

ESEMPIO DI SCOPERTO (3):

  • Danno: 450.000,00 euro

  • Scoperto: 10% con il Minimo di 500,00 euro ed il Massimo di 10.000,00 euro

  • Risarcimento sinistro (per cercare di fornire maggiore aiuto nella comprensione forniamo un calcolo errato ed uno corretto):

  • 450.000,00 – 10%=  405.000,00 → calcolo errato, poichè lo scoperto del 10% è pari a 45.000,00 euro quindi superiore al massimo di 10.000,00 euro, quindi verrà applicato lo scoperto massimo di 10.000,00 euro

  • 450.000,00 – 10.000,00 (scoperto Massimo) = 440.000,00 → calcolo corretto! Viene rimborsata al danneggiato la somma di 440.000,00 euro e rimane a carico del Cliente la somma di 10.000,00 euro.

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Scoperto e franchigia da un lato tutelano l’Assicuratore, dall’altro lato riducono il costo per l’Assicurato del premio assicurativo.

Cos’è il “massimale” di polizza ed il “massimale aggregato”? 2017-04-09T11:02:20+00:00

MASSIMALE: è la somma massima che l’Assicuratore si impegna contrattualmente a pagare nei confronti dei terzi.

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ESEMPIO DI MASSIMALE (1):

  • Massimale: 500.000,00 euro

  • Danno: 350.000,00 euro

  • Risarcimento: 350.000,00 euro

ESEMPIO MASSIMALE (2):

  • Massimale: 500.000,00 euro

  • Danno: 750.000,00 euro

  • Risarcimento: 500.000,00 euro (la parte eccedente di 250.000,00 euro rimane in capo all’Assicurato)

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N.B. PER LA PARTE ECCEDENTE DEL DANNO, NELL’ESEMPIO 2, L’ASSICURATO DOVRA’ RISPONDERE NEI CONFRONTI DEL TERZO DANNEGGIATO CON IL PROPRIO PATRIMONIO.

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MASSIMALE AGGREGATO (per fortuna non esiste nelle polizze professionali degli Ingegneri): La somma massima per la quale l’Assicuratore è chiamato a rispondere per il complesso dei sinistri verificatisi in ciascuna annualità assicurativa. Il massimale non copre solo il singolo assicurato bensì una mutualità di soggetti.

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ESEMPIO:

  • Un Ente Ospedaliero offre al proprio personale dirigente medico una polizza in convenzione per la COLPA GRAVE che ha un massimale aggregato di 20 milioni di euro.

  • Durante l’annualità assicurativa accade, malauguratamente, che già nel mese di novembre ci siano stati molteplici sinistri che abbiano esaurito il massimale di 20 milioni di euro.

  • Il primo di dicembre accade un ulteriore sinistro ed il medico si vede rifiutare la liquidazione poichè il massimale è esaurito, pertanto si trova sprovvisto di copertura assicurativa (pur avendo regolarmente pagato il premio assicurativo).

Sono tutelato nell’acquistare un prodotto assicurativo dal mercato dei LLOYD’S piuttosto che da una solida Compagnia tradizionale? 2014-09-12T16:22:39+00:00

 SI . Quello dei LLOYD’S è il più antico mercato assicurativo al mondo. E’ nato nel 1688 da un idea del Sig. Lloyd (che sino a quel momento serviva caffè in un bar). Dal 2014, dopo 325 anni di storia, è una donna – peraltro ingegnere – il chief executive LLOYD’S: Ing. Inga Beale.
Esso mantiene da sempre il primato delle assicurazioni specializzate, dagli uragani alle inondazioni, dalle gambe dei calciatori alle voci dei cantanti, pirateria, terrorismo, ma non solo.
Quello che caratterizza questo mercato è la c.d. “catena di sicurezza”. Essa funziona così:

Ci sono tre anelli

  1. Anello uno. Patrimonio del Sindacato. Tutti i premi vengono mantenuti in amministrazione fiduciaria per pagare i sinistri. Fino a quando non si è fatto fronte a tutte le responsabilità non vengono distrubiti i profitti.
  2. Anello due. I fondi dei membri ai Lloyd’s. Ciascun membro, sia esso socetario o individuale, deve fornire capitale sufficiente a supporto della sottoscrizione ai Lloyd’s. Questi fondi vengono mantenuti in amministrazione fiduciaria a vantaggio degli assicurati.
  3. Anello tre. Patrimonio centrale dei Lloyd’s. Il patrimonio centrale è disponibile, a discrezione del Council dei Lloyd’s, per coprire qualsiasi sinistro valido che non possa essere soddisfatto con le risorse dei membri lungo la catena.

Qualora il primo anello richiedesse ulteriori fondi, il secondo anello garantisce che i membri abbiano ulteriori risorse disponibili. Nei rari casi in cui entrambi gli anelli fossero insufficienti, il terzo anello, disponibile a discrezione del Council, offre un ulteriore livello di supporto ai membri per garantire che vengano coperti tutti i sinistri validi.”
Nel report annuale del 2013 è indicato un profitto lordo di £. 3,205 milioni (più o meno 4.029.900 €) con una combined ratio dell’86.8%.

Per visionare lo strabiliante Raiting LLOYD’S, CLICCA QUI.

Rientrano nella copertura di RC Professionale rischi come Progettista Esterno e Verificatore Esterno? 2017-04-09T11:02:20+00:00

 NO . Esse vanno coperte con separata polizza e si possono stipulare anche in assenza di polizza RC Professionale con il medesimo assicuratore.
La responsabilità del Progettista Esterno alla stazione appaltante (ex Merloni) derivante dalla Legge è contemplata dall’art. 90 comma 5 e dell’Art. 111 comma 1 del D.Lgs. 163/2006 e dell’Art. 269 del D.P.R. 207/2010. In ambito di incarichi commissionati da Enti Pubblici è fatto obbligo al Professionista di avere una polizza specifica per il singolo progetto altrimenti non coperto dalla polizza RC professionale. Essa va coperta con apposita pattuizione. In tal caso gli assicuratori si obbligano a tenere indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a risarcire a terzi per le perdite patrimoniali ed i danni materiali causati a seguito di errori od omissioni, anche delle persone di cui l’assicurato debba rispondere, nello svolgimento dell’attività di progettazione dell’opera, compresi i maggiori costi per le varianti, le nuove spese di progettazione sostenuti dalla Stazione Appaltante in conseguenza di errori od omissioni nella redazione del progetto da parte dell’assicurato o dei professionisti della cui opera egli si avvale.
La responsabilità professionale del Verificatore Esterno è sancita dall’artt.52 e 53 del D.P.R. 207/2010. L’art. 56 del predetto decreto, prevede le responsabilità a suo carico, ovvero che “il soggetto incaricato dell’attività di verifica che sia inadempiente agli obblighi posti a suo carico dal presente capo e dal contratto di appalto di servizi è tenuto a risarcire i danni derivanti alla stazione appaltante in conseguenza dell’inadempimento …omissis…”. E l’art. 57 impone i criteri che il contratto assicurativo deve avere. Tale rischio va coperta con apposita pattuizione. Con il contratto che si andrà a stipulare gli assicuratori si obbligano a tenere indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a risarcire alla Stazione Appaltante quale responsabile, nello svolgimento dell’attività di verifica, del mancato rilievo di errori ed omissioni nel progetto verificato che ne pregiudichino in tutto o in parte la realizzabilità o la sua utilizzazione.
Siamo operativi, fra l’altro, anche sui seguenti rischi correlati al mondo delle costruzioni Fideiussioni/Cauzioni (provvisorie e definitive), Postuma Decennale, C.A.R., 210/04, ecc.

Esiste un valore aggiunto nello stipulare un contratto ALL RISK piuttosto che una POLIZZA A RISCHI NOMINATI? 2014-09-12T16:33:54+00:00

 SI . La struttura del testo “ALL RISKS”, tipica delle polizze di stampo anglosassone, è innovativa rispetto alle classiche polizze a rischi nominati, prevede che la copertura sia operativa per qualsiasi attività che l’assicurato possa svolgere ai sensi di legge e che non sia esplicitamente esclusa nel contratto. Con questa formulazione la copertura è molto più ampia e completa rispetto a quella offerta dalle polizze a rischi nominati, consentendo che l’assicurazione operi per tutte le attività di cui la legge ed i regolamenti consentono lo svolgimento. Nel caso delle polizze “A RISCHI NOMINATI”, la polizza elenca tutti i singoli rischi assunti da parte dell’assicuratore. Gli eventi che non sono stati nominati devono quindi intendersi a carico dell’assicurato. E’ chiaro come chi abbia stipulato una polizza a rischi nominati debba fare un’attenta valutazione per verificare se il bene o l’interesse che si vuole tutelare risulti coperto contro tutta una serie di rischi che la polizza stessa deve non solo elencare ma anche regolamentare.

Ove il Cliente desideri confrontarsi con il mercato “tradizionale”, abbiamo rapporti con le primarie Compagnie Assicurative e possiamo offrigli il giusto supporto imparziale per farlo (solo su richiesta), anche su soluzioni NON IN CONVENZIONE ed anche con le c.d. polizze a rischi nominati.

La forma assicurativa del contratto di Responsabilità Civile Professionale è la Claims Made? 2014-09-12T16:01:46+00:00

 SI . La formula assicurativa maggiormente in voga negli ultimi anni è la Claims Made (dall’inglese “a richiesta fatta”). In pratica cosa vuol dire? Che l’assicuratore si impegna a tenere indenne l’assicurato per tutte le richieste di risarcimento nei confronti di questi avanzate durante il periodo di validità della polizza (le polizze prevedono o possono prevedere un periodo antecedente la stipula del contratto per il quale viene acquistata una copertura retroattiva – per fatti non già noti – entro il quale si dev’essere realizzata la condotta lesiva affinchè rientri in copertura). In taluni casi può essere acquistata, o viene offerta gratuitamente, la garanzia postuma che estende la copertura assicurativa anche per un periodo successivo al termine del contratto (esempio nel caso di quiescenza o decesso). Esempio – stipulo il contratto il 01/08/2014, con retroattività 5 anni. Sarò assicurato per tutte le richieste di risarcimento che dovessi ricevere per comportamenti colposi – non già noti – posti in essere dall’01/08/2009, all’01/08/2015.

In caso di sinistro la polizza di RC Professionale copre la tutela legale? 2014-09-15T15:09:21+00:00

 Dipende . L’art. 1917, terzo comma, del codice civile prevede che nell’assicurazione della Responsabilità Civile (non solo professionale, ma in generale) il 25% del massimale di polizza sia dedicato a “le spese sostenute per resistere all’azione del danneggiato contro l’assicurato”. D’altro canto all’assicurato, nella pratica, non è lasciato la massima discrezionalità nelle scelte poichè vi deve essere sempre l’interesse e l’assenso dell’Assicuratore. Pertanto ove l’attività svolta abbia un profilo di rischio un po più alto (vedi ad esempio responsabile per la sicurezza sul lavoro, ai sensi della L. 81/08), è suggerito integrare la copertura di RC Professionale con una polizza di Tutela Legale che possa essere estesa su richiesta alla difesa in sede Civile, Penale e Amministrativa.

NEWS (15.09.14): Segnalo la recente sentenza Corte di cassazione, con la sentenza 19176/2014, comparsa sulla stampa specializzata il 15.09.14, che sancisce che, in un procedimento per risarcimento del danno, l’assicurazione deve sobbarcarsi anche le spese di lite sostenute per la costituzione e difesa dell’assicurato in quanto volte ad accertare la sussistenza o meno del diritto del terzo all’indennizzo. (per leggere l’articolo integrale CLICCA QUI).

Nel caso in cui io lavori da più anni è sufficente la retroattività decennale? 2014-09-12T16:48:17+00:00

 Dipende . In linea di massima varrebbe il principio della prescrizione decennale (vedasi anche sentenza 18 giugno 2014, n. 13882), ma negli ultimi anni la Cassazione si è sbizarrita con sentenze contrastanti in tal senso dalle quali è emerso un nuovo orientamento, in antitesi con quello precedente, il quale prevede – in ambito di professioni tecniche – che la prescrizione in taluni casi decorra entro 10 anni dal momento in cui il terzo danneggiato venga a conoscenza (si veda la sentenza n. 28575 del 20 Dicembre 2013). Pertanto nelle more è consigliato, per chi svolge l’attività di ingegnere da più di dieci anni, acquistare una retroattività illimitata piuttosto che decennale.

Suggerisco la lettura di un articolo pubblicato sul Sole24Ore molto completo, in merito alla prescrizione Vedi Sole24Ore.

Ove compili il questionario assuntivo con dati errati o non precisi, incorro in qualche rischio? 2017-04-09T11:02:20+00:00

 SI . La compilazione dei questionari assicurativi è a nostro avviso la fase più importante della stipula di un contratto. Sia per inquadrare al meglio il rischio, sia perchè essa è soggetta alle previsioni degli artt. 1892 e 1893 del codice civile (dichiarazioni false e reticenti con o senza dolo). L’assicuratore non verifica in fase di stipula la veridicità dei dati inseriti, ma in caso di sinistro quasi certamente si. Pertanto è opportuno e caldamente consigliato indicare le circostanze in maniera completa e veritiera. Nel caso in cui sia stato indicato un fatto non corrispondente al vero (esempio un fatturato più basso rispetto a quello reale, ovvero elementi di rischio che se conosciuti avrebbero comportato un aumento di premio o la mancata assunzione del rischio), può comportare un pregiudizio parziale o addirittura totale nella liquidazione del sinistro. Inoltre nel questionario serve ad inquadrare in maniera corretta l’attività svolta (esempio se un ingegnere scrive nel questionario che si occupa esclusivamente di certificazione energetica, oppure è consulente per la sicurezza di trasporti pericolosi ADR, esistono coperture specifiche diverse da quella standard).

 

Art. 1892 Codice Civile

Dichiarazioni inesatte e reticenze con dolo o colpa grave.

Le dichiarazioni inesatte e le reticenze del contraente, relative a circostanze tali che l’assicuratore non avrebbe dato il suo consenso o non lo avrebbe dato alle medesime condizioni se avesse conosciuto il vero stato delle cose, sono causa di annullamento del contratto quando il contraente ha agito con dolo o con colpa grave.

L’assicuratore decade dal diritto d’impugnare il contratto se, entro tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto l’inesattezza della dichiarazione o la reticenza, non dichiara al contraente di volere esercitare l’impugnazione.

L’assicuratore ha diritto ai premi relativi al periodo di assicurazione in corso al momento in cui ha domandato l’annullamento e, in ogni caso, al premio convenuto per il primo anno. Se il sinistro si verifica prima che sia decorso il termine indicato dal comma precedente, egli non è tenuto a pagare la somma assicurata.

Se l’assicurazione riguarda più persone o più cose, il contratto è valido per quelle persone o per quelle cose alle quali non si riferisce la dichiarazione inesatta o la reticenza.

 

 

Art. 1893 Codice Civile

Dichiarazioni inesatte e reticenze senza dolo o colpa grave

Se il contraente ha agito senza dolo o colpa grave, le dichiarazioni inesatte e le reticenze non sono causa di annullamento del contratto, ma l’assicuratore può recedere dal contratto stesso, mediante dichiarazione da farsi all’assicurato nei tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto l’inesattezza della dichiarazione o la reticenza.
Se il sinistro si verifica prima che l’inesattezza della dichiarazione o la reticenza sia conosciuta dall’assicuratore, o prima che questi abbia dichiarato di recedere dal contratto, la somma dovuta è ridotta in proporzione della differenza tra il premio convenuto e quello che sarebbe stato applicato se si fosse conosciuto il vero stato delle cose.

 

 

Se non adempio agli obblighi di Legge di stipulare un contratto di RC Professionale sono soggetto a sanzioni pecuniarie? 2014-09-12T15:52:52+00:00

 NO . Il Decreto Legge 24 gennaio 2012 nr.1, all’art. 9, comma 3, ha sancito inoltre che “Il professionista deve …omissis… dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico …omissis… indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, il relativo massimale ed ogni variazione successiva”. Malgrado ciò la Legge non prevede alcuna sanzione pecuniaria, bensì demanda agli Ordini di appartenenza la verifica dell’adempimento e la comminazione di sanzioni disciplinari. D’altro canto taluna giurisprudenza suggerisce la possibile applicazione delle previsioni dell’art.1460 c.c., che sancisce che “nei contratti a prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l’altro non adempie”. Quindi ove il professionista non comunichi il numero di polizza al momento della stipula del contratto, il Cliente/Committente potrebbe non adempiere alla propria prestazione, ovvero il pagamento della prestazione.

Sono Ingegnere dipendente di uno studio professionale ma occasionalmente fatturo per prestazioni libero professionali, sono comunque obbligato alla stipula di un contratto di RC Professionale? 2014-09-12T15:53:27+00:00

 SI . In attuazione della Legge di conversione nr.148/2011 del D.L. 13 Agosto 2011 nr.138, dal 13 agosto 2013 è entrato in vigore l’obbligo della stipula di una polizza di RC Professionale. In particolare l’art.3, comma 5, lettera e, del D.L. 138/11, sancisce che “a tutela del Cliente il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale“. Quindi la norma vale per tutti gli iscitti che esercitano l’attività libero professionale. Alcuni pareri interpretano fra le righe della Legge la necessità che il professionista operi “in modo effettivo“. Pertanto secondo questa chiave di lettura chiunque, anche occasionalmente, presti la propria opera professionale in forma autonoma è soggetto all’obbligo.Sono esclusi, quindi, coloro i quali sono dipendenti di Studi professionali, dipendenti di Enti Pubblici e Pubbliche Amministrazioni in generale (i quali peraltro rispondono di RC Patrimoniale e non di RC Professionale).

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